Il Grande Gioco
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Tonni
rossi o bluefin in pastura
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la pesca in drifting Deriva e ancora, come dove e quando, pasturazione,
esche ed inneschi. La pesca in drifting Nata in Francia questa micidiale tecnica di pesca
è stata adottata, perfezionata ed affinata in Adriatico con entusiasmanti risultati
risultati, a volte, persino devastanti. E', senza ombra di dubbio, la tecnica
oggi più produttiva e praticata in tutto il Mediterraneo per la pesca al tonno,
sicuramente la preda più ambita, a cui si rivolge il Big Game nostrano. Grazie
alla sua facilità di applicazione ed alla grande abbondanza delle catture
si è diffusa in breve tempo lungo tutte le coste della penisola generando un
vero e proprio "tuna fever". Consente una volta raggiunte le "poste"
di passere delle intere giornate a pesca senza consumare una goccia di carburante,
in religioso silenzio e senza la fastidiosa compagnia del fumo dei motori. Deriva ed ancora La principali differenze tra i vari sistemi di
pesca in drifting dipendono principalmente da fattori ambientali. Diverse risultano
infatti le battimetriche e le taglie dei tonni in Adriatico (dove i fondali
raramente superano i 200 MT di profondità) ed in Tirreno. E' così
che nascono due scuole di pensiero tra chi preferisce ancorare la barca e che
invece scarrocciare in deriva. E' evidente che pescare su un fondale melmoso
uniforme e su fondali rocciosi caratterizzati da secche e salti di fondali
cambia completamente l'impostazione della pesca, inoltre la taglia dei tonni
in Adriatico è mediamente doppia di quelli dei tonni presenti negli altri mari
italiani con esemplari che possono superare i trecento kg. di peso. Mentre in
Adriatico sarà il pescatore con una lunga strisciata a dirigere il pesce verso
le sue esche, in Tirreno è il pesce che nel suo girovagare non tralascerà certo
di visitare quelle poste ricche di mangianza proprie per la particolare natura
dei fondali. Ecco che avremo pertanto la necessità di ancoraci o viceversa di
allungare quanto più possibile la scia nella speranza che un tonno la attraversi
e la segua sino a noi. Altro fattore determinante nella scelta di ancorarsi
o meno è la velocità di scarroccio dalla barca rispetto al fondale. Una eccessiva
velocità infatti, sciuperà inevitabilmente gli inneschi ed impedirà loro di
lavorare alla giusta posizione e profondità. In questi casi quando lo scarroccio
supera i tre nodi o il vento e la corrente fanno sì che le nostre esce escano
dalla scia della pastura sarà sempre opportuno ancorare la barca o rallentarne
lo scarroccio a mezzo di ancore galleggianti. Come dove e quando La tecnica del drifting è relativamente semplice.
Consiste nel creare una scia di pastura che, come i sassolini di pollicino,
guiderà le nostre prede verso le esche. Le principali poste per la pesca al
tonno sono situate attorno alla battimetrica dei cento metri, con particolare
riferimento a tutti quei punti che per caratteristiche del fondale, correnti
o termiche riuniscano e concentrino branchi di pesce azzurro. Preziose saranno
zona per zona le informazioni raccolte da altri pescatori o in mancanza potrete
tentare la sorte frequentando le zone battute dalla barche professionali dedite
alla pesca del pesce azzurro, nella cui scia e dei cui scarti sono abituati
a nutrirsi i nostri predoni. Diverse sono le opinioni in merito alla stanzialità
o meno dei tonni nei nostri mari. Sta di fatto che un passaggio stagionale è
evidenziato quantomeno dal numero delle catture che aumenta in Adriatico nel
periodo da Agosto a fine Novembre, mentre in Tirreno la stagione inizia a primavera
inoltrata per terminare a Dicembre. Pasturazione esche ed inneschi La pasturazione è forse la parte meno romantica
di questa pesca per via dello sgradevole odore della sarda, tanto che al nostro
rientro a terra potremmo essere scambiati per una nuova specie di puzzola! D'altronde
la pasturazione è fondamentale in questa pesca e deve essere eseguita alla perfezione,
senza interruzioni o sbavature per garantire i risultati sperati. Diverse sono
le esche impiegate anche se la parte del leone è riservata a sarde ed alaccie.
Fondamentale è che l'esca sia freschissima e ben conservata tanto da apparire
il più naturale possibile. Particola re attenzione dovrà essere rivolta anche
all'innesco che non dovrà mai insospettire la preda dotata di una vista ed un
intuito eccezionale. Solo eccitando il tonno in pastura o mettendoli in concorrenza
con altri esemplari in scia riusciremo a fargli ingoiare la nostra esca altrimenti
si mangerà tranquillamente la nostra pastura evitando accuratamente i nostri
terminali. Le esche dovranno essere calate al centro della pastura e a secondo
della corrente andranno posizionate alla giusta profondità e distanza dalla
barca. Vedremo nella pagina dedicata al Tonno come
regolare la frizione e la particolare tecnica di combattimento da impiegare
per vincere questi potenti predoni i grado di sviluppare una velocità di oltre
80 Km. all'ora ed una incredibile potenza.

L'occhio bovino del tonno gli consente una ottima
visione di lenze e terminali
Giganti sospettosi in perlustrazione
La bollata
Un fantastico trucchetto