Big Game Europa

Il Grande Gioco

a cura di Mauro Marzaduri


Webch@t
Home page

"IL GRANDE GIOCO":

Bluefin_Branco_Nuoto-3.jpg (17346 byte)
Bluefin_Branco_Nuoto-4.jpg (18130 byte)
Bluefins.jpg (14896 byte)
 
Tonni rossi o bluefin in pastura

la pesca in drifting

Deriva e ancora, come dove e quando, pasturazione, esche ed inneschi.


Bluefin sup pastura 1P.jpg (5910 byte)
L'occhio bovino del tonno gli consente una ottima
visione di lenze e terminali

La pesca in drifting

Nata in Francia questa micidiale tecnica di pesca è stata adottata, perfezionata ed affinata in Adriatico con entusiasmanti risultati risultati, a volte, persino devastanti. E', senza ombra di dubbio, la tecnica oggi più produttiva e praticata in tutto il Mediterraneo per la pesca al tonno, sicuramente la preda più ambita, a cui si rivolge il Big Game nostrano. Grazie alla sua facilità di applicazione ed alla grande  abbondanza delle catture si è diffusa in breve tempo lungo tutte le coste della penisola generando un vero e proprio "tuna fever". Consente una volta raggiunte le "poste" di passere delle intere giornate a pesca senza consumare una goccia di carburante, in religioso silenzio e senza la fastidiosa compagnia del fumo dei motori.

Deriva ed ancora

La principali differenze tra i vari sistemi di pesca in drifting dipendono principalmente da fattori ambientali. Diverse risultano infatti le battimetriche e le taglie dei tonni in Adriatico (dove i fondali raramente  superano i 200 MT di profondità) ed  in Tirreno. E' così che nascono due scuole di pensiero tra chi preferisce ancorare la barca e che invece scarrocciare in deriva. E' evidente che pescare su un fondale melmoso uniforme  e su fondali rocciosi caratterizzati da secche e salti di fondali cambia completamente l'impostazione della pesca, inoltre la taglia dei tonni in Adriatico è mediamente doppia di quelli dei tonni presenti negli altri mari italiani con esemplari che possono superare i trecento kg. di peso. Mentre in Adriatico sarà il pescatore con una lunga strisciata a dirigere il pesce verso le sue esche, in Tirreno è il pesce che nel suo girovagare non tralascerà certo di visitare quelle poste ricche di mangianza proprie per la particolare natura dei fondali. Ecco che avremo pertanto la necessità di ancoraci o viceversa di allungare quanto più possibile la scia nella speranza che un tonno la attraversi e la segua sino a noi.

Altro fattore determinante nella scelta di ancorarsi o meno è la velocità di scarroccio dalla barca rispetto al fondale. Una eccessiva velocità infatti, sciuperà inevitabilmente gli inneschi ed impedirà loro di lavorare alla giusta posizione e profondità. In questi casi quando lo scarroccio supera i tre nodi o il vento e la corrente fanno sì che le nostre esce escano dalla scia della pastura sarà sempre opportuno ancorare la barca o rallentarne lo scarroccio a mezzo di ancore galleggianti.

Bluefin_Coppia.jpg (21253 byte)
Giganti sospettosi in perlustrazione

Come dove e quando

La tecnica del drifting è relativamente semplice. Consiste nel creare una scia di pastura che, come i sassolini di pollicino, guiderà le nostre prede verso le esche. Le principali poste per la pesca al tonno sono situate attorno alla battimetrica dei cento metri, con particolare riferimento a tutti quei punti che per caratteristiche del fondale, correnti o termiche riuniscano e concentrino branchi di pesce azzurro. Preziose saranno zona per zona le informazioni raccolte da altri pescatori o in mancanza potrete tentare la sorte frequentando le zone battute dalla barche professionali dedite alla pesca del pesce azzurro, nella cui scia e dei cui scarti sono abituati a nutrirsi i nostri predoni.

Diverse sono le opinioni in merito alla stanzialità o meno dei tonni nei nostri mari. Sta di fatto che un passaggio stagionale è evidenziato quantomeno dal numero delle catture che aumenta in Adriatico nel periodo da Agosto a fine Novembre, mentre in Tirreno la stagione inizia a primavera inoltrata per terminare a Dicembre.

Big_Bluefins_Salto2.jpg (33985 byte)
La bollata

Pasturazione esche ed inneschi

La pasturazione è forse la parte meno romantica di questa pesca per via dello sgradevole odore della sarda, tanto che al nostro rientro a terra potremmo essere scambiati per una nuova specie di puzzola! D'altronde la pasturazione è fondamentale in questa pesca e deve essere eseguita alla perfezione, senza interruzioni o sbavature per garantire i risultati sperati. Diverse sono le esche impiegate anche se la parte del leone è riservata a sarde ed alaccie. Fondamentale è che l'esca sia freschissima e ben conservata tanto da apparire il più naturale possibile. Particola re attenzione dovrà essere rivolta anche all'innesco che non dovrà mai insospettire la preda dotata di una vista ed un intuito eccezionale. Solo eccitando il tonno in pastura o mettendoli in concorrenza con altri esemplari in scia riusciremo a fargli ingoiare la nostra esca altrimenti si mangerà tranquillamente la nostra pastura evitando accuratamente i nostri terminali. Le esche dovranno essere calate al centro della pastura e a secondo della corrente andranno posizionate alla giusta profondità e distanza dalla barca. Vedremo nella pagina dedicata al Tonno come regolare la frizione e la particolare tecnica di combattimento da impiegare per vincere questi potenti predoni i grado di sviluppare una velocità di oltre 80 Km. all'ora ed una incredibile potenza. 

Polo_Rig.jpg (38894 byte)
Un fantastico trucchetto

 Indietro  Avanti

BigGameEurope@tiscali.it

Home