Big Game Europa

Il Grande Gioco

a cura di Mauro Marzaduri


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"IL GRANDE GIOCO":

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Tonni rossi o bluefin in pastura

Tra sogno e realtà

Qualche anno fa, la pesca sportiva d'altura sembrava un sogno riservato ai soli pescatori d'oltre oceano in sperduti e lontani paradisi, oggi è uno sport ampiamente praticato con grande soddisfazione ed entusiasmanti risultati in tutto il mediterraneo e soprattutto nei  mari italiani. 

La presenza massiccia lungo le nostre coste di tonni giganti, ha favorito la divulgazione e la crescita di uno sport tra i più affascinanti ed economicamente rilevante in tutti i mari del pianeta. Certo in Mediterraneo non abbiamo i grandi rostrati, i mitici Marlin e nemmeno i mega tornei con premi in milioni di dollari, ma l'entusiasmo, la passione e l'indotto che questo sport ha scatenato in Italia, in questi pochi anni, si è già fatto sentire ed apprezzare in tutto il settore nautico.
Ora sta a noi pescatori far sentire la nostra voce attraverso le organizzazioni sportive, per non  sciupare tutto il lavoro fatto.   Infatti solo una maggiore attenzione e sensibilizzazione del legislatore verso la   nostra categoria, le nostre esigenze e la nautica in generale, potrà consentire di sviluppare tutto l'indotto che il Big Game nostrano può rappresentare per la nautica italiana e per il turismo.

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La cattura di un' alalunga o albacore in Adriatico.

E' impensabile che si possa continuare ad accusare i pescatori sportivi, senza  volere accorgersi degli scempi operati illegalmente e del massiccio prelievo operato della pesca professionale.  Grazie alla C.E.E., qualcosa è stato fatto, ma molto, troppo, è ancora da fare. La taglia media dei nostri pesci sta calando drasticamente di anno in anno. L'assurdo scempio di pesce azzurro e novellame che viene ogni giorno praticato con le reti a strascico lungo le nostre coste deve certamente finire, come deve essere regolamentato il prelievo di baby tonni, operato dai dilettanti e dalle tonnare volanti. In difetto, le moderne tecnologie ed il costante aumento del valore commerciale del tonno rosso, finiranno non solo per uccidere sul nascere questo sport, ma per condizionare la vita stessa dei nostri mari già in precario equilibrio per l'inquinamento.

E' troppo facile lasciar credere  o pensare di risolvere tutti i problemi penalizzando scioccamente gli sportivi, senza rimettere in discussione il prelievo operato dalle flotte professionali e senza voler o poter risolvere gli enormi problemi di depurazione delle acque ed dell'inquinamento.

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La cattura di tonni come questo
è sempre più rara

Per anni pescherecci di ogni bandiera hanno operato una pesca indiscriminata ed  incontrollata nei nostri mari alle spalle dei nostri pescatori tradizionali, impoverendo oltre alla categoria, anche il nostro patrimonio ittico. 
Il Mediterraneo è un mare relativamente piccolo e con ricambi d'acqua assai limitati, per quanto unico per la sua bellezza e la grande varietà dei fondali e della fauna ittica.
La particolare concentrazione di specie pregiate e pesce azzurro in alcune aree quali l'alto e medio Adriatico, lo stretto di Messina, il golfo dell'Asinara, il Mar  Ligure  etc. sono fenomeni naturali irripetibili che costituiscono un patrimonio unico al mondo, un capitale da tutelare e salvaguardare per ben più nobili motivazioni, che non farne carne da macello o farina di pesce! 

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Gigante in volo

Invitiamo pertanto tutti gli sportivi a prendere per primi sensibilità del problema per erigersi a primi difensori di quel mare che proprio grazie alla nostra passione per la pesca, abbiamo imparato ad amare e rispettare e che ora ha bisogno anche del nostro aiuto. Una presa di coscienza che unita alla autodisciplina ed abbinata a una presenza capillare sull'acqua, potrà in futuro evitare quegli a abusi e quegli scempi, operati da criminali e speudo sportivi, che fino ad oggi, hanno rappresentato la regola.

Il diffondersi del light tackle e del  tag & release sono la dimostrazione lampante di una maturazione in atto nella categoria verso obbiettivi diversi e più nobili dal carniere pieno a tutti i costi. Certo è altrettanto assurdo costringere equipaggi che hanno percorso miglia e miglia in altura e speso milioni di nafta, a rientrare con 5 Kg. di pesce, quando a poche di metri di distanza, ogni peschereccio salpa impunemente tonnellate e tonnellate per ogni calata di quegli stessi pesci!    

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L'impiego di circle hook non ferisce
il pesce e ne facilita il rilascio

Sforziamoci tutti per trovare le giuste regole e per farle rispettare.  

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