Il Grande Gioco
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Tonni
rossi o bluefin in pastura
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Tra sogno e realtà Qualche anno fa, la pesca
sportiva d'altura sembrava un sogno riservato ai soli pescatori d'oltre oceano
in sperduti e lontani paradisi, oggi è uno sport ampiamente praticato con grande
soddisfazione ed entusiasmanti risultati in tutto il mediterraneo e soprattutto
nei mari italiani. E' impensabile che si possa continuare ad
accusare i pescatori sportivi, senza volere accorgersi degli scempi operati
illegalmente e del massiccio prelievo operato della pesca professionale.
Grazie alla C.E.E., qualcosa è stato fatto, ma molto, troppo, è ancora da fare.
La taglia media dei nostri pesci sta calando drasticamente di anno in anno.
L'assurdo scempio di pesce azzurro e novellame che viene ogni giorno praticato
con le reti a strascico lungo le nostre coste deve certamente finire, come deve
essere regolamentato il prelievo di baby tonni, operato dai dilettanti e dalle
tonnare volanti. In difetto, le moderne tecnologie ed il costante aumento del
valore commerciale del tonno rosso, finiranno non solo per uccidere sul nascere
questo sport, ma per condizionare la vita stessa dei nostri mari già in precario
equilibrio per l'inquinamento. E' troppo facile lasciar credere o
pensare di risolvere tutti i problemi penalizzando scioccamente gli sportivi,
senza rimettere in discussione il prelievo operato dalle flotte professionali
e senza voler o poter risolvere gli enormi problemi di depurazione delle acque
ed dell'inquinamento. Per anni pescherecci di ogni bandiera hanno
operato una pesca indiscriminata ed incontrollata nei nostri mari alle
spalle dei nostri pescatori tradizionali, impoverendo oltre alla categoria,
anche il nostro patrimonio ittico. Invitiamo pertanto tutti gli sportivi a
prendere per primi sensibilità del problema per erigersi a primi difensori di
quel mare che proprio grazie alla nostra passione per la pesca, abbiamo imparato
ad amare e rispettare e che ora ha bisogno anche del nostro aiuto. Una presa
di coscienza che unita alla autodisciplina ed abbinata a una presenza capillare
sull'acqua, potrà in futuro evitare quegli a abusi e quegli scempi, operati
da criminali e speudo sportivi, che fino ad oggi, hanno rappresentato la regola.
Il diffondersi del light tackle e del
tag & release sono la dimostrazione lampante di una maturazione in atto
nella categoria verso obbiettivi diversi e più nobili dal carniere pieno a tutti
i costi. Certo è altrettanto assurdo costringere equipaggi che hanno percorso
miglia e miglia in altura e speso milioni di nafta, a rientrare con 5 Kg. di
pesce, quando a poche di metri di distanza, ogni peschereccio salpa impunemente
tonnellate e tonnellate per ogni calata di quegli stessi pesci!
Sforziamoci tutti per trovare le giuste regole e per
farle rispettare.
Ora sta a noi pescatori far sentire la nostra voce attraverso le organizzazioni
sportive, per non sciupare tutto il lavoro fatto. Infatti solo una
maggiore attenzione e sensibilizzazione del legislatore verso la nostra
categoria, le nostre esigenze e la nautica in generale, potrà consentire di sviluppare
tutto l'indotto che il Big Game nostrano può rappresentare per la nautica italiana
e per il turismo.


La cattura di un' alalunga o albacore in Adriatico.
La cattura di tonni come questo
è sempre più rara
Il Mediterraneo è un mare relativamente piccolo e con ricambi d'acqua assai
limitati, per quanto unico per la sua bellezza e la grande varietà dei fondali
e della fauna ittica.
La particolare concentrazione di specie pregiate e pesce azzurro in alcune
aree quali l'alto e medio Adriatico, lo stretto di Messina, il golfo dell'Asinara,
il Mar Ligure etc. sono fenomeni naturali irripetibili che costituiscono
un patrimonio unico al mondo, un capitale da tutelare e salvaguardare per ben
più nobili motivazioni, che non farne carne da macello o farina di pesce!

Gigante in volo
L'impiego di circle hook non ferisce
il pesce e ne facilita il rilascio