la storia

Branco in pastura
La storia
Sono bastati pochi anni perché il "tuna fever" contagiasse tutta la penisola. Dalla prima cattura sportiva avvenuta nel 1971 alle foci del Po, gli italiani, gran popolo di pescatori, hanno scoperto all'improvviso la pesca d'altura.
Adattate in fretta e furia tecniche, imbarcazioni ed attrezzature si sono avventurati nella grande impresa della pesca al tonno sicuramente una delle prede più prestigiose ed impegnative del big game.
Strumenti elettronici perfetti e sofisticati quali Loran, Gps ed ecoscandagli, pian piano, hanno consentito ad improvvisati comandanti su grandi e piccole imbarcazioni, armate di canne, mulinelli e sedia da combattimento, di trasformarsi in novelli Hemingway impegnati nella ricerca si nuove poste e branchi di pesce. Provata poi l'emozione incontrollabile delle prima cattura, diventa difficile rinunciare!
Le tecniche iniziano a divulgarsi ed affinarsi ed il drifting nostrano, pesca semplice e produttiva, inizia sull'onda dei successi riscontrati, a coinvolgere sempre più equipaggi. Dall'Adriatico le notizie delle catture e la febbre dilagano grazie all'opera della rivista PESCA IN MARE che fin dai primi numeri, fa della pesa al tonno un suo cavallo di battaglia, pubblicando eloquenti fotografie e contribuendo a divulgare la tecnica in tutti i suoi segreti.

La
pastura ha fatto il suo dovere
Nascono alcune vere e proprie scuole che si differenziano tra loro per piccole modifiche tecniche: ad Albarella si pesca ancorati, a Pesaro in deriva, e così via in Sicilia, Sardegna Toscana, Liguria etc. Nuovi hot-spot vengono scoperti e i primi tonni iniziano a sbarcare sulle banchine di quasi tutti i porticcioli della penisola. Si formano i primi equipaggi e si organizzano le prime gare, ormai l'epidemia è dilagata e la febbre continua a salire!