Big Game Europa

Le prede:

tonni, squali, prede minori, rostrati.

a cura di Mauro Marzaduri


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LE PREDE:


il tonno rosso

Ambienti e stagioni, attrezzaure, tecniche di pesca, combattimento, ricette.


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Il tonno rosso
(Tonno gigante, tunnus tunnus o blue fin tuna)

Questo instancabile nuotatore è il più grande, forte e potente pesce che possiamo incontrare nei nostri mari. Secondo in velocità e peso solo  ai marlin oceanici,  può raggiungere la taglia di oltre 500 kg. ed una velocità di 80km./ora. Specie pelagica e migratrice è in grado di percorrere oltre cento miglia al giorno ed è presente in tutti mari del mondo.  E' sicuramente, con il suo corpo massiccio ed idrodinamico al tempo stesso, il miglior testimone vivente dell'evoluzione dell'ingegneria genetica della specie.

Ambienti e stagioni

Il tonno gigante è presente in buona quantità in tutti i mari italiani sebbene la sua taglia media si sia drasticamente abbassata nel corso degli ultimi anni scendendo dai 250 ai 130kg. di peso. Animale a sangue caldo e gregario per natura si muove in grandi branchi che necessitano di abbondante cibo, due elementi che ne favoriscono   l'individuazione e cattura da parte della grandi pescherecci professionali, che ne ricercano le prelibate e preziosissime carni. 

Attrezzature

L'attrezzatura più idonea per insidiare questo potente e robusto predone è sicuramente una canna da 80 Lbs., libraggio che potrà scendere fino a 30 Lbs. a secondo della taglia  media dei pesci presenti nella nostra zona di pesca. Per la pesca ai giganti adriatici sarà inoltre necessario dotarsi di una sedia da combattimento o di una valida attrezzatura da stand-up.

Tecniche di pesca

La tecnica più praticata nei nostri mari è il drifting, nelle sue due varianti; ancora e deriva. La scelta dipenderà dalla corrente e dalla profondità del fondale. Alcuni virtuosi tentano ancora la cattura in traina durante alcuni periodi dell'anno particolarmente favorevoli ma il rapporto di di strike e di oltre 1 a 10 a favore del drifting e per vivere la grande emozione dello strike in traina di un gigante dovrete avere molta pazienza, tecnica e fortuna.

Pasturazione

La pasturazione dovrà essere metodica ed accurata, per non saziare troppo il pesce e per non lasciare disperdere eccessivamente o addirittura interrompere la nostra preziosa scia. Le sarde dovranno possibilmente scendere a fondo creando una scia odorosa lungo ogni strato di corrente e profondità. sarà perciò opportuno partire dalla superficie con alcune sarde "siringate" d'aria, pezzi di dimensioni e peso specifico diverso, integrate con sarda tritata, scaglie, sangue  ed olio.

Una volta attirato il tonno nella nostra scia questo generalmente vi rimarrà finché continueremo a dargli da mangiare. La nostra abilità consisterà nel farlo mangiare proprio una delle nostre esche  "ingannandolo". Vi posso assicurare che non è cosa semplice, data la sua grande diffidenza e l'ottima capacità visiva che gli consente di vedere perfettamente lenze ami e terminali. Se lo sazieremo troppo sarà sempre più svogliato fino ad andarsene saziato, se lo nutriremo troppo poco, sarà tentano ad andarsene ella ricerca di nuovo cibo. Tutto dovrà esse perfettamente dosato e preparato. Le esche dovranno essere continuamente filate e recuperata al centro della scia, cercando di eccitarlo e indurlo a mangiare.

Strike

Lo strike è sicuramente il momento più emozionante quando il filo esce fischiando dall'acqua ed l mulinello inizia a urlare impazzito. Una attimo che vale tutta una giornata di pesca! In pochi secondi dovremo essere pronti a mettere in moto la barca ed assecondare le repentine fughe della nostra preda. Le altre canne in pesca dovranno essere tutte recuperate e riposte, mentre l'angler dovrà indossare il giubbotto o l'harness ed iniziare il combattimento. Importante è la regolazione della frizione che dovrà essere regolata su circa un 1/4 del carico di rottura della lenza impiegata, sufficientemente dura per consentire all'amo di ferrare la preda ma sufficientemente lasca per consentire alla preda di correre il più possibile senza e quindi di stancarsi maggiormente.

Combattimento

E' la parte più impegnativa per tutto l'equipaggio che dovrà lavorare all'unisono per favorire la cattura. Lo skipper dovrà aiutare con piccoli movimenti della barca l'angler cercando di favorirlo nel recuperare la lenza fuoriuscita durante la fuga della preda evitando che questa si avvicini troppo alla barca o si piazzi alla "picca"proprio sotto di essa. Essendo materialmente impossibile vincere un gigante con la sola forza, dovremo combattere d'astuzia cercando di farlo stancare correndo il più possibile e di sfruttare i suoi momenti di recupero. Durante la corsa il tonno infatti, per raggiungere la massima velocità chiude le branchie finendo presto in debito di ossigeno. E' questo il momento che dovremo sfruttare per cercare di recuperare filo e portarlo in superficie. Tirare e basta porterebbe solo alla prematura rottura della lenza per stress. Lasciate al contrario che la preda corra il più possibile, assecondandola con il movimento della barca per impedirle di portare via troppo filo. Il rumore del motore che la segue la indurrà a prolungare la fuga commettendo un errore fatale che vi consentirà poi di "fregarla". Guai se vi capiterà un tonno che non vuole correre, farà delle piccolissime brevi fughe per ossigenarsi ogni volta con brevi centri concentrici a circa 40 mt. di fondo. Vi spaccherete braccia, schiena e gambe nel tentativo di alzarlo dal fondo ottenendo il solo risultato di stressare la lenza. L'unica possibilità di costringerlo a muoversi e di concedergli  qualche decina di metri di lenza allontanandola barca dalla sua perpendicolare creando un angolo acuto tra noi e la preda. In questo modo lo costringeremo a giare la testa sotto la pressione della lenza ed a salire verso la superficie. Ricordate che nessun filo per quanto di ottima fattura può sollevare un tonno di forza o combatterlo per ore senza rovinarsi. Inoltre il tonno è in grado di riossigenarsi in pochi minuti, mentre la vostra schiena a le vostre braccia avranno bisogno di qualche giorno per riprendersi! Perciò cercate di avere ragione della vostra preda sempre sulla rapidità di reazione vostra e dell'equipaggio, imparando a non concedere mai un attimo di tregua alla vostra preda costringendolo a subire la costante pressione della lenza.

Tag & release

Evitate di uccidere inutilmente questi meravigliosi giganti del mare se non avete già programmato in anticipo cosa farne e rilasciate tutte le altre prese accontentandovi della gioia della loro vista e della loro cattura.   Solo così anche i nostri figli potranno rivivere le nostre passione e le nostre emozioni. Macellare e distribuire  o conservare  in freezer, animali di questa stazza, posso assicuravi, non è cosa da poco e necessita di una organizzazione logistica e di una attrezzatura più che adeguata. Sprecarne la carne o peggio buttarla sarebbe un vero doppio peccato, prelevate la sola quantità di pesce che riuscite ad utilizzare, macellando uno o due pesci a stagione, potrete preparare un eccezionale tonno sott'olio (di cui segue la ricetta) per uso familiare, che nulla ha a che vedere con quello che abitualmente trovate in commercio di qualità pinna gialla. La carne del tonno rosso è, a dir poco, prelibata e ben lo sanno i giapponesi disposti a pagarla a peso d'oro per la preparazione del famosissimo sushi.  L'altissimo valore commerciale del tonno rosso ha addirittura finito per segnarne il suo destino scatenando una pesca indiscriminata con un massiccio prelievo tale da metterne a repentaglio la sua stessa sopravvivenza.   Fortunatamente la sensibilizzazione  e la presa di coscienza degli stessi pescatori sportivi, che hanno visto messa a repentaglio "la materia prima" indispensabile alla sopravvivenza del loro sport, ha  indotto ha favorito la creazione di diverse organizzazioni mondiali di studio e tutela tanto che oggi il suo prelievo è regolato a livello mondiale. Per quanto riguarda la situazione italiana ed in particolare in Adriatico, i nostri tonni rappresentano un patrimonio unico, un capitale da salvaguardare per lo sviluppo della pesca sportiva e del Big Game, uno sport in   grado di creare un indotto economicamente rilevante per lo sviluppo della nautica e del turismo, con risvolti ben più rilevanti di quanto non possa garantire il prelievo fatto dalla pesca professionale.

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  Il tonno sott'olio

In un pentolone pieno d'acqua, mettere 70 gr. di sale grosso ogni litro d'acqua e odori (sedano, cipolla e carote) a piacere. Fate bollire per almeno due ore a fuoco forte il tonno già spellato  sino a quando la carne non sarà perfettamente cotta.A questo punto scolate la carne e fatela raffreddare avvolgendola in un panno per 12-24 ore.

Tagliate i tranci di misura dei barattoli cui è destinata, e dopo averla compattata leggermente riempite con olio (50% oliva e 50 % semi di girasole. Aspettate sempre a freddo che l'olio decanti e la carne assorda per poi rabboccare finche ne assorbe. Se gradite insaporite con peperoncino, pepe, olive o sapori a piacere.

Rimettete i barattoli ben sigillati in una pentola avvolti in stracci affinché le pareti dei vasetti non si tocchino fra loro o con le pareti della pentola. Fate bollire per ben tre volte per almeno 20 minuti a fuoco forte, facendo raffreddare ogni volta il tutto fra una bollitura e l'altra, per sterilizzare il contenuto.

La ricetta è valida anche per sgombri, palamite ed alalunghe.

Il mondo delle tonnare

In Sicilia e in Sardegna vengono calate le ultime tonnare italiane, eredi di una industria - quella del tonno - che nei secoli scorsi aveva reso ricche e famose le due isole.
Apriamo una finestra su questo mondo affascinante e fascinoso, dove il mito si intreccia quotidianamente con la realtà, per dare vita all'avventura dei tonni e degli uomini che gli danno la caccia, aspettandoli lungo le rotte delle migrazioni genetiche con una trappola di reti e cavi e ancore. Per aprire quella finestra abbiamo scelto la soluzione più diretta: un diario di quanto avviene nelle due tonnare siciliane, Favignana e Bonagia, aggiornato giornalmente e consultabile in ogni momento.
http://www.cosedimare.com/diario.htm

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