Big Game Europa
Le prede:
tonni, squali, prede minori, rostrati.
LE PREDE:
il
tonno rosso Ambienti e stagioni, attrezzaure,
tecniche di pesca, combattimento, ricette. Questo instancabile nuotatore è il più grande,
forte e potente pesce che possiamo incontrare nei nostri mari. Secondo in velocità
e peso solo ai marlin oceanici, può raggiungere la taglia di oltre
500 kg. ed una velocità di 80km./ora. Specie pelagica e migratrice è in grado
di percorrere oltre cento miglia al giorno ed è presente in tutti mari del mondo.
E' sicuramente, con il suo corpo massiccio ed idrodinamico al tempo stesso,
il miglior testimone vivente dell'evoluzione dell'ingegneria genetica della
specie. Ambienti e stagioni Attrezzature L'attrezzatura più idonea per insidiare
questo potente e robusto predone è sicuramente una canna da 80 Lbs., libraggio
che potrà scendere fino a 30 Lbs. a secondo della taglia media dei pesci
presenti nella nostra zona di pesca. Per la pesca ai giganti adriatici sarà
inoltre necessario dotarsi di una sedia da combattimento o di una valida attrezzatura
da stand-up. Tecniche di pesca La tecnica più praticata nei nostri mari
è il drifting, nelle sue due varianti; ancora e deriva. La scelta dipenderà
dalla corrente e dalla profondità del fondale. Alcuni virtuosi tentano ancora
la cattura in traina durante alcuni periodi dell'anno particolarmente favorevoli
ma il rapporto di di strike e di oltre 1 a 10 a favore del drifting e per vivere
la grande emozione dello strike in traina di un gigante dovrete avere molta
pazienza, tecnica e fortuna. Pasturazione La pasturazione dovrà essere metodica ed
accurata, per non saziare troppo il pesce e per non lasciare disperdere eccessivamente
o addirittura interrompere la nostra preziosa scia. Le sarde dovranno possibilmente
scendere a fondo creando una scia odorosa lungo ogni strato di corrente e profondità.
sarà perciò opportuno partire dalla superficie con alcune sarde "siringate"
d'aria, pezzi di dimensioni e peso specifico diverso, integrate con sarda tritata,
scaglie, sangue ed olio. Una volta attirato il tonno nella nostra
scia questo generalmente vi rimarrà finché continueremo a dargli da mangiare.
La nostra abilità consisterà nel farlo mangiare proprio una delle nostre esche
"ingannandolo". Vi posso assicurare che non è cosa semplice, data
la sua grande diffidenza e l'ottima capacità visiva che gli consente di vedere
perfettamente lenze ami e terminali. Se lo sazieremo troppo sarà sempre più
svogliato fino ad andarsene saziato, se lo nutriremo troppo poco, sarà tentano
ad andarsene ella ricerca di nuovo cibo. Tutto dovrà esse perfettamente dosato
e preparato. Le esche dovranno essere continuamente filate e recuperata al centro
della scia, cercando di eccitarlo e indurlo a mangiare. Strike Lo strike è sicuramente il momento più emozionante
quando il filo esce fischiando dall'acqua ed l mulinello inizia a urlare impazzito.
Una attimo che vale tutta una giornata di pesca! In pochi secondi dovremo essere
pronti a mettere in moto la barca ed assecondare le repentine fughe della nostra
preda. Le altre canne in pesca dovranno essere tutte recuperate e riposte, mentre
l'angler dovrà indossare il giubbotto o l'harness ed iniziare il combattimento.
Importante è la regolazione della frizione che dovrà essere regolata su circa
un 1/4 del carico di rottura della lenza impiegata, sufficientemente dura per
consentire all'amo di ferrare la preda ma sufficientemente lasca per consentire
alla preda di correre il più possibile senza e quindi di stancarsi maggiormente. Combattimento E' la parte più impegnativa per tutto l'equipaggio
che dovrà lavorare all'unisono per favorire la cattura. Lo skipper dovrà aiutare
con piccoli movimenti della barca l'angler cercando di favorirlo nel recuperare
la lenza fuoriuscita durante la fuga della preda evitando che questa si avvicini
troppo alla barca o si piazzi alla "picca"proprio sotto di essa. Essendo
materialmente impossibile vincere un gigante con la sola forza, dovremo combattere
d'astuzia cercando di farlo stancare correndo il più possibile e di sfruttare
i suoi momenti di recupero. Durante la corsa il tonno infatti, per raggiungere
la massima velocità chiude le branchie finendo presto in debito di ossigeno.
E' questo il momento che dovremo sfruttare per cercare di recuperare filo e
portarlo in superficie. Tirare e basta porterebbe solo alla prematura rottura
della lenza per stress. Lasciate al contrario che la preda corra il più possibile,
assecondandola con il movimento della barca per impedirle di portare via troppo
filo. Il rumore del motore che la segue la indurrà a prolungare la fuga commettendo
un errore fatale che vi consentirà poi di "fregarla". Guai se vi capiterà
un tonno che non vuole correre, farà delle piccolissime brevi fughe per ossigenarsi
ogni volta con brevi centri concentrici a circa 40 mt. di fondo. Vi spaccherete
braccia, schiena e gambe nel tentativo di alzarlo dal fondo ottenendo il solo
risultato di stressare la lenza. L'unica possibilità di costringerlo a muoversi
e di concedergli qualche decina di metri di lenza allontanandola barca
dalla sua perpendicolare creando un angolo acuto tra noi e la preda. In questo
modo lo costringeremo a giare la testa sotto la pressione della lenza ed a salire
verso la superficie. Ricordate che nessun filo per quanto di ottima fattura
può sollevare un tonno di forza o combatterlo per ore senza rovinarsi. Inoltre
il tonno è in grado di riossigenarsi in pochi minuti, mentre la vostra schiena
a le vostre braccia avranno bisogno di qualche giorno per riprendersi! Perciò
cercate di avere ragione della vostra preda sempre sulla rapidità di reazione
vostra e dell'equipaggio, imparando a non concedere mai un attimo di tregua
alla vostra preda costringendolo a subire la costante pressione della lenza. Tag & release Evitate di uccidere inutilmente questi meravigliosi
giganti del mare se non avete già programmato in anticipo cosa farne e rilasciate
tutte le altre prese accontentandovi della gioia della loro vista e della loro
cattura. Solo così anche i nostri figli potranno rivivere le nostre
passione e le nostre emozioni. Macellare e distribuire o conservare
in freezer, animali di questa stazza, posso assicuravi, non è cosa da poco e
necessita di una organizzazione logistica e di una attrezzatura più che adeguata.
Sprecarne la carne o peggio buttarla sarebbe un vero doppio peccato, prelevate
la sola quantità di pesce che riuscite ad utilizzare, macellando uno o due pesci
a stagione, potrete preparare un eccezionale tonno sott'olio (di cui segue la
ricetta) per uso familiare, che nulla ha a che vedere con quello che abitualmente
trovate in commercio di qualità pinna gialla. La carne del tonno rosso è, a
dir poco, prelibata e ben lo sanno i giapponesi disposti a pagarla a peso d'oro
per la preparazione del famosissimo sushi. L'altissimo valore commerciale
del tonno rosso ha addirittura finito per segnarne il suo destino scatenando
una pesca indiscriminata con un massiccio prelievo tale da metterne a repentaglio
la sua stessa sopravvivenza. Fortunatamente la sensibilizzazione
e la presa di coscienza degli stessi pescatori sportivi, che hanno visto messa
a repentaglio "la materia prima" indispensabile alla sopravvivenza
del loro sport, ha indotto ha favorito la creazione di diverse organizzazioni
mondiali di studio e tutela tanto che oggi il suo prelievo è regolato a livello
mondiale. Per quanto riguarda la situazione italiana ed in particolare in Adriatico,
i nostri tonni rappresentano un patrimonio unico, un capitale da salvaguardare
per lo sviluppo della pesca sportiva e del Big Game, uno sport in grado
di creare un indotto economicamente rilevante per lo sviluppo della nautica
e del turismo, con risvolti ben più rilevanti di quanto non possa garantire
il prelievo fatto dalla pesca professionale. Il tonno sott'olio In un pentolone pieno d'acqua, mettere 70
gr. di sale grosso ogni litro d'acqua e odori (sedano, cipolla e carote) a piacere.
Fate bollire per almeno due ore a fuoco forte il tonno già spellato sino
a quando la carne non sarà perfettamente cotta.A questo punto scolate la carne
e fatela raffreddare avvolgendola in un panno per 12-24 ore. Tagliate i tranci di misura dei barattoli
cui è destinata, e dopo averla compattata leggermente riempite con olio (50%
oliva e 50 % semi di girasole. Aspettate sempre a freddo che l'olio decanti
e la carne assorda per poi rabboccare finche ne assorbe. Se gradite insaporite
con peperoncino, pepe, olive o sapori a piacere. Rimettete i barattoli ben sigillati in una
pentola avvolti in stracci affinché le pareti dei vasetti non si tocchino fra
loro o con le pareti della pentola. Fate bollire per ben tre volte per almeno
20 minuti a fuoco forte, facendo raffreddare ogni volta il tutto fra una bollitura
e l'altra, per sterilizzare il contenuto. La ricetta è valida anche per sgombri, palamite
ed alalunghe. In Sicilia e in Sardegna vengono calate le ultime tonnare italiane,
eredi di una industria - quella del tonno - che nei secoli scorsi aveva reso
ricche e famose le due isole. 

Il tonno rosso
(Tonno gigante, tunnus tunnus o blue fin
tuna)
Il tonno gigante è presente
in buona quantità in tutti i mari italiani sebbene la sua taglia media si sia
drasticamente abbassata nel corso degli ultimi anni scendendo dai 250 ai 130kg.
di peso. Animale a sangue caldo e gregario per natura si muove in grandi branchi
che necessitano di abbondante cibo, due elementi che ne favoriscono
l'individuazione e cattura da parte della grandi pescherecci professionali,
che ne ricercano le prelibate e preziosissime carni. 

Apriamo una finestra su questo mondo affascinante e fascinoso, dove il mito
si intreccia quotidianamente con la realtà, per dare vita all'avventura dei
tonni e degli uomini che gli danno la caccia, aspettandoli lungo le rotte delle
migrazioni genetiche con una trappola di reti e cavi e ancore. Per aprire quella
finestra abbiamo scelto la soluzione più diretta: un diario di quanto avviene
nelle due tonnare siciliane, Favignana e Bonagia, aggiornato giornalmente e
consultabile in ogni momento.
http://www.cosedimare.com/diario.htm